Con le nuove sale della Sezione Archeologica di Palazzo Nota, si completa il percorso espositivo della sede del museo civico inaugurato a gennaio 2017.
La presentazione delle nuove si svolgerĂ mercoledĂŹ 3 aprile, alle 11, alla presenza del Sindaco Alberto Biancheri e dellâAssessore alla cultura Eugenio Nocita.
Interverranno anche il Soprintendente dott. Vincenzo TinĂ©, il Funzionario Archeologo dott. Stefano Costa e la Funzionaria Restauratrice Lorenza Panizzoli per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la CittĂ Metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona; il prof. Fabio Negrino dellâUniversitĂ degli Studi di Genova, lâarch. Sandro Lorenzelli dellâIstituto Internazionale di Studi Liguri e lâarch. Adriano Lanteri, libero professionista.
Le due nuove sale sono dedicate ai ritrovamenti archeologici piĂč recenti avvenuti a Sanremo.
La Sala 6 Ăš destinata al quartiere di Pian di Nave e al Forte di Santa Tecla. Eâ dedicata alla Sanremo del Settecento, quando gran parte dellâeconomia cittadina verteva sul commercio degli agrumi. Il quartiere di Pian di Nave venne parzialmente demolito dai Genovesi dopo la âRivoluzione del 1753â che vide la cittadinanza sanremese sollevarsi contro il predominio della Repubblica Genovese.
La costruzione del Forte, come baluardo offensivo dei Genovesi contro la cittĂ , determinĂČ la creazione di una zona di sicurezza davanti al presidio, con lâabbattimento di tutte le case che insistevano sulla nuova costruzione.
Molto probabilmente fu in seguito a tali avvenimenti che una borsa di monete venne sepolta sotto il pavimento, al piano terra, dal proprietario di una delle abitazioni poi demolite e, per circostanze ignote, mai piĂč recuperata.
Tale ritrovamento costituisce un unicum per il Ponente ligure e, in particolare, la cittĂ di Sanremo in particolare, trattandosi di un vero e proprio tesoretto di oltre 100 monete, molte in argento, coniate tra la seconda metĂ del â500 e la prima metĂ del â700 dalle principali zecche reali europee.
Dopo un accurato lavoro di restauro, finalmente tutte le monete del tesoretto sono esposte in maniera permanente al pubblico.
La Sala 7 Ăš dedicata alla CittĂ Vecchia della Pigna nel periodo ottocentesco precedente il terremoto del 1887 e vi sono esposti i rinvenimenti piĂč recenti.
Si tratta di alcuni servizi da mensa (piatti, crespine e tazze), da cucina (pentole, catini, bacili e scodelle) e per uso igienico-sanitario (pitali).
Sono in prevalenza di produzione delle fabbriche monregalesi di MondovĂŹ, Chiusa Pesio e Vicoforte con i marchi delle officine Besio, Musso, Beltrandi, Gabutti e delle fabbriche del Savonese.
Il buono stato di conservazione della maggior parte del vasellame nonché la datazione alla seconda metà del XIX secolo ma non oltre gli anni Ottanta dello stesso, porterebbe ad ipotizzare che siano materiali resi inservibili dal disastroso terremoto del 1887.
Si viene cosĂŹ a concretizzare il legame tra museo e cittĂ , cominciato anni addietro con il progetto Pigna â Mare, con la possibilitĂ della realizzazione di un itinerario turistico che, partendo dalla visita al museo civico, puĂČ essere integrato con il vicino quartiere della Pigna per poi arrivare alla zona di Pian di Nave.
Qui sono parzialmente visibili i resti interrati del quartiere Sei-Settecentesco demolito dai Genovesi e, soprattutto, la fortezza di Santa Tecla, anchâessa aperta al pubblico dopo un accurato intervento di restauro.
Lâultimazione dellâallestimento della Sezione Archeologica del museo Ăš comunque un primo passo propedeutico ad una revisione dellâintero percorso espositivo attraverso una Convenzione tra Comune di Sanremo, Soprintendenza ai Beni Archeologici e UniversitĂ di Genova, al fine di elaborare un nuovo progetto di allestimento.