E’ il terzo Festival di Sanremo per Francesca Michielin. Dopo la vittoria nel 2016 con ‘Nessun grado di separazione’ e il secondo posto nel 2021 con Fedez e la loro ‘Chiamami per nome’, la giovane cantautrice veneta porta quest’anno in solitaria il brano ‘Fango in Paradiso’.

Una canzone che trasmette ogni possibile sentimento legato a una separazione romantica, della fine di un amore, di rabbia, dolore e incertezza.

“Quest’anno sono tornata dopo quasi dieci anni da ‘Nessun grado di separazione’ e sono felicissima di essere qui oggi. Da bambina sognavo il palco dell’Ariston e questa stessa sala stampa in cui mi trovo oggi”, esordisce Francesca.

“La mia è una canzone in cui credo tantissimo, che sento come tanto viscerale, e arriva dopo un periodo della mia vita non tanto facile. Penso che se ho scritto un pezzo tanto fisico, così intenso, è perché forse anche la mia voce e il mio corpo volevano riprendersi il giusto spazio, dando tutta ma stessa. Quest’anno voglio godermela, dare ogni fibra del mio corpo, anche le parti rotte”, scherza facendo riferimento alla sua caduta durante le prove della scorsa settimana, che tutt’oggi la costringono a servirsi delle stampelle.

“E’ una canzone d’amore che credo abbia una melodia molto classica e un testo un po’ particolare, perfettamente nel mio solito stile, per cui cerco di contrappore elementi musicali diversi. Anche il titolo è un ossimoro, sottolinea l’imperfezione presente nella perfezione. E’ un augurio: cresciamo in questo mondo performativo che ci chiede di essere perfetti, magri, belli. Io non voglio essere questo e vi auguro che anche voi possiate andare oltre queste imposizioni. Credo che seminare un po’ di imperfezione sia anche uno dei compiti della musica”, spiega la cantautrice.

“Tra qualche giorno compio 30 anni, lo stesso giorno in cui trent’anni fa ‘Come Saprei’ di Giorgia vinse il Festival. Lo festeggerò all’Arena di Verona, ci saranno tanti ospiti tra cui Emma e Carmen Consoli. Mi piacerebbe tanto invitare anche la stessa Giorgia. L’evento si chiama ‘Tutto in una notte’ perché va avanti nel tempo, potrebbe durare come un festival di Sanremo. In ogni caso ho passato questi mesi lunghi di ripresa a scrivere, lavorando con diversi autori e produttori. Ci sarà un disco in uscita quest’anno, non so la data perché sto ancora finendo di produrlo”, svela poi in sala stampa.

“Il mio pianto dell’altro ieri sera sul palco è stato liberatorio, è stato come dirmi: ‘Brava, ce l’hai fatta’. L’intervento chirurgico che ho fatto un anno e mezzo fa ha cambiato la mia vita radicalmente: avevo il diaframma bloccato, non riuscivo a cantare, avevo dei dolore atroci. Mi chiedevo se sarei mai più salita sul palco per fare ciò che mi piace. Sono interventi delicati ed è stato un percorso faticoso, pesante. Tante persone mi hanno scritto, si sono sentite vicine a me perché vivono o hanno vissuto la stessa situazione. Adesso mi sento meglio di prima: mi reputo più forte e consapevole, è come se il mio corpo mi piacesse più di prima. Mi manca un pezzo, ma paradossalmente mi sento più sana“.

Rispetto a chi ha ispirato il suo brano, Francesca commenta ridendo: “Il mio ex fidanzato avrà sicuramente sentito la canzone, tra l’altro mercoledì ero nel momento clou del Festival. Non mi ha contattata, secondo me si sente un po’ intimorito. Sarà paralizzato dalla paura magari”.

“La mia famiglia mi sta supportando molto: mio padre mi ha fatto i complimenti, i miei nipotini mi hanno mandato un audio augurandomi buona fortuna, mia mamma per la prima volta da quando faccio questo mestiere sarà all’Ariston domani sera. Non vedo l’ora inoltre di salire questa sera sul palco con Rkomi e cantare ‘La Stella di Broadway’, penso che Cesare Cremonini sia un pilastro della musica italiana e una fonte di ispirazione per il genere indie, in cui io in un certo senso rientro. Spero possa apprezzare il nostro omaggio”.