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La Liguria fa parte delle 5 regioni (assieme a Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna e Puglia, con in aggiunta, nel mese di marzo, l’adesione della Lombardia) che a breve introdurranno, a disposizione del personale ferroviario dei treni regionali, le bodycam, ossia telecamere poste sul corpo di un soggetto per inquadrare quello che accade di fronte ad esso.

Avviata un anno fa lungo le tratte dell’Emilia-Romagna con la partecipazione volontaria di circa 30 capitreno, la sperimentazione delle bodycam sarà ora estesa inizialmente agli operatori di FS Security, la società del gruppo Ferrovie dello Stato responsabile della sicurezza nelle stazioni ferroviarie e sui treni.

Fino alla seconda metà dell’anno le userà il personale di Fs Security, posto di scorta ai capotreno, per poi essere allargato ai capotreno stessi.

L’uso delle bodycam ha l’obbiettivo, da un lato, di farle funzionare come deterrente nei confronti di eventuali aggressori, dall’altra di registrare episodi di violenza e mettere le registrazioni a disposizione delle autorità per eventuali azioni legali. In generale, l’obbiettivo è quello di garantire maggiormente la tutela del personale delle Ferrovie, uno dei più vulnerabili nel settore pubblico a potenziali aggressioni, all’interno di una serie di iniziative che sembra, stando ai dati sulle denunce per aggressioni forniti dalla stessa Fs Security, stiano funzionando nella riduzione del fenomeno, stando agli ultimi due anni.

Le telecamere, accese a inizio turno, devono essere attivate manualmente per avviare la registrazione, che viene immediatamente criptata e successivamente trasmessa alla Polizia di Stato e al personale autorizzato di FS, gli unici abilitati a visionare il materiale. La criptazione è concepita per impedire al personale di FS di accedere, modificare o eliminare le registrazioni.