Seconda tappa, nella giornata di oggi, per il processo a carico del sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, Claudio Scajola, accusato di favoreggiamento nell’ambito del cosiddetto “Caso Maiolino“.
All’udienza, oltre allo stesso Scajola, si è presentata anche larga parte della giunta comunale. Giornata particolarmente importante, in quanto fra i teste sentiti oggi dal PM Fornace c’è, oltre a Roberto Alessandrini, lo stesso Aldo Bergaminelli, l’autore delle denunce al sindaco per minacce, poi derubricate.
I due teste rispondono entrambi prima alle domande del Pubblico Ministero e successivamente a quelle della difesa.
Roberto Alessandrini, sotto esame diretto del PM, ha fornito dettagli sui tabulati telefonici relativi ai coniugi Maiolino. Tra luglio e agosto 2023, gli è stata conferita la delega di acquisire i tabulati di tre utenze, incluse quelle riferite a Maiolino e a Saluzzo. Tra gli eventi analizzati, Alessandrini ha descritto le telefonate tra Maiolino e Saluzzo, in particolare il 15 giugno 2022, con dettagli sulle celle di aggancio e sugli spostamenti dei chiamanti.
Ha anche spiegato la frequenza dei contatti telefonici tra i coniugi Maiolino e altri, come Spadola Donato, Sergio Lanteri e il vicesindaco Giuseppe Fossati, con numerosi scambi registrati tra il 2021 e il 2023.
In merito al funzionamento delle celle telefoniche, Alessandrini ha chiarito la posizione della cella di via Agnesi, a Oneglia, e le altre celle vicine che servono l’area, inclusa quella che copre il Comune: “Sono 8 celle in tutto a servire potenzialmente il palazzo civico”.
Arriva poi il momento della deposizione di Bergaminelli, attuale comandante del 10° Gruppo Mare Polizia Municipale di Roma Capitale e all’epoca comandante della polizia locale di Imperia, rispondendo prima all’esame diretto del PM.
“Ero all’epoca dirigente.
La legge prevede che l’organo politico dia indirizzi e direttive e poi i dirigenti abbiano massima autonomia nel perseguire. Vengono date indicazioni, ma gli atti direzionali sono competenza dei dirigenti. Quando venni sentito dalla dottoressa Bresci era fine giugno. Finita San Giovanni, mi dissero che i carabinieri mi aspettavano al comando per indicazioni. Mi notificarono un atto, ma avevo un periodo di ferie e chiesi di posticipare di un paio di giorni.
L’audizione del 29 giugno 2022 durò 2 ore e mezza circa e spaziò sull’attività della ditta di Speranza e su un capannone al Prino. Mi mostrarono immagini fatte da un drone e chiesero sopralluoghi fatti dalla polizia locale.
Mi chiesero poi della conversazione con Gagliano, assessore, a giugno. Questo è stato anomalo. Con l’assessore capitava che ci sentissimo più volte al giorno. Dissi che al mattino era successo un episodio secondo me da codice penale.”
Bergaminelli va poi sulla querela:
“Mi sono recato dopo questa audizione presso il procuratore della Repubblica a formalizzare querela.
Ho depositato una serie di allegati e i file audio riferiti a due telefonate.
La prima, Gagliano mi telefonò.
Avevo dato indicazioni di fare sopralluogo presso Maiolino perché era da febbraio/marzo che la pratica non avanzava. C’era stata una segnalazione nell’ottobre dell’anno prima in relazione al fatto. C’erano aspetti edilizi (fa riferimento alla vicinanza con l’alveo del torrente) e un aspetto commerciale da verificare. Ci fu anche un sollecito, mi pare, da un amministratore di condominio.
Diedi disposizione a Paris e Benvenuto, di cui mi fidavo, di andare a fare sopralluogo. Paris era ufficiale responsabile dell’aspetto commerciale ed edilizio, Benvenuto era stato all’edilizia. Erano capaci.
Precedentemente penso fosse andato qualche agente della Nona, forse Fausto Adriano.
Le chiamate di Scajola
“Il giorno del sopralluogo ero in questura per una riunione su qualche manifestazione che non ricordo. Quella mattina, prima di iniziare la riunione, vidi sul telefono la chiamata del sindaco. All’inizio non capivo cosa volesse. Uscì che stavano facendo il sopralluogo da Maiolino, l’autoriparatore di Borgo San Moro. Fu registrata a mia insaputa. Qualche anno prima c’erano state pressioni per togliere una sanzione, che ottenne rifiuto mio e dell’agente coinvolto. Pressioni da parte del sindaco per togliere una sanzione amministrativa a un commerciante di Borgo Marina. Fummo riuniti in sala giunta a inizio mandato e ci rifiutammo di toglierla. All’epoca, il sindaco chiamò il commerciante dicendo che avrebbe pagato di tasca sua la sanzione, davanti a noi in sala giunta.
Per un paio di anni non vi furono sollecitazioni, tranne in un periodo di vele d’epoca, in cui degli agenti avevano sanzionato penalmente un cittadino per un 337. Anche lì ci fu una telefonata.” In quell’occasione, ci incontrammo nel piazzale di Calata Anselmi. Non disse nulla, ma mi resi conto che ci si voleva portare a compiere azioni illecite. La motivazione di ritiro non mi fu data. La persona offesa era un agente della locale. Risposi, ovviamente, che non era possibile. Mi informai sulla possibilità di registrare mie conversazioni, ma dimenticai la cosa perché non ci furono più episodi. Quando ci fu la telefonata della dottoressa Bresci, io non sapevo che fosse registrata. Mi resi conto che poteva essere ravvisabile un reato d’ufficio.”
“A metà luglio ci fu una telefonata da parte del sindaco… continua. Su un’informativa alla procura per un reato di Costa d’Oneglia. Pareva che il sindaco fosse stato fatto cadere, mentre un’altra versione diceva che avesse invece strattonato un ragazzo prendendolo per la maglietta. Una relazione degli agenti operanti, che però non avevano identificato nessuno, mi era stata riferita dall’assessore Gagliano. Disse agli agenti in zona che due ragazzi avevano fatto cadere il sindaco. La persona individuata affermò di non averlo fatto cadere. L’ispettore evidenziò che c’era parecchia folla e fu indicato come cosa accidentale. Lo stesso ragazzo aveva, però, apostrofato il sindaco con un epiteto. Nel contempo, il ragazzo affermava di essere stato strattonato e di non aver reagito, in quanto in possesso di tesserino di arti marziali. Avendo questa relazione, poteva esserci offesa a corpo amministrativo, e fu fatta informativa alla Procura.
Una quindicina di giorni dopo, ricevetti una telefonata piuttosto burrascosa dal sindaco. In teoria, lui poteva essere la persona offesa. Quando fu chiusa la telefonata, mi giunse la chiamata di Magaglio, che aveva disposto relazione. Ci convocò entrambi, portando gli atti della procura. Mi arrivò un messaggio dicendo che la telefonata era stata registrata. La risentii e scoprii che c’erano registrate anche le telefonate del 15 giugno. La funzione era sempre attiva e ce ne era una per impostare la registrazione in base alle utenze. Iniziai a preoccuparmi delle forti pressioni a commettere quelli che erano reati. Omissioni penalmente rilevanti.
A questo punto, in aula vengono fatti ascoltare gli audio delle due conversazioni telefoniche registrate, dove si sente uno Scajola piuttosto alterato.
“La prima telefonata avvenne circa intorno alle 10.30 o 11 – riprende Bergaminelli – Aspettai a chiamare gli agenti per fare in modo che terminassero il controllo. Andai alla riunione che durò mezz’ora. Chiamai Paris dicendo di verificare la presunta sanatoria sul luogo del fatto. Rientrato dopo la telefonata, incontrai Paris e Benvenuto, raccontandogli l’episodio. Diedi disposizione di verifica. Al pomeriggio, sentendo Gagliano, mi sfogai.”
“Ci fu un altro sopralluogo dopo il 15 giugno. Risultò che c’era addirittura un’ordinanza di demolizione. Andai a vedere personalmente l’area. C’erano aspetti non sanabili.
“Andai alla riunione convocata da Scajola. Erano presenti Ilvo Calzia, lo stesso Scajola, Marvaldi e la segretaria comunale Rosa Puglia. Ci fu una premessa di Marvaldi, che raccontò l’antefatto, capendo che Maiolino era stato invitato a lasciare Borgo San Moro per andare a Caramagna, perché quell’area serviva per la ciclabile. Nei mesi successivi, ricordai che a settembre 2021 l’ufficio tecnico lavori pubblici sollecitò affinché si predisponesse un’ordinanza di sgombero dell’area, sempre per il cantiere della ciclabile. Essendo privati, le ordinanze di rimozione valgono per le strade pubbliche, non per quelle private. E problematiche sorgevano anche per dei veicoli in stato di abbandono. Servivano 2 mesi di deposito, ma ci attivammo abbastanza celermente. Maiolino alla fine si tolse da quell’area. Quello che mi stupì è che Scajola chiese chi era il tecnico privato di Maiolino, dicendo che il dirigente all’urbanistica avrebbe dovuto predisporre un atto di sanatoria. Calzia non disse di no. Mi disse poi testualmente che non era contento perché quella pratica era monitorata dalla procura.”
Bergaminelli poi parla delle dinamiche di potere e delle leve che il sindaco poteva esercitare, citando anche un altro evento collegato, la revoca delle ferie in occasione della finale degli Europei di calcio vinta dall’Italia.
“Aveva il potere, come datore di lavoro, di influire sulle mie attività. Un sindaco ha il potere di determinare con le valutazioni, i compensi. Nel luglio 2021 andai a fare selezione mobilità. Partii da Malpensa in ferie il giovedì o il venerdì mattina, credo il 7 luglio. La legge all’epoca non prevedeva l’autorizzazione del sindaco. Quello ci fu dal contratto successivo. Io avevo segnalato peraltro le ferie alla segreteria. Ricevetti poi comunicazione che mi erano state revocate. Poco prima di partire avevamo fatto una riunione e non mi era stato detto nulla dal sindaco. Per la finale dei campionati europei era già stato stabilito il piano di azione. A gestire la situazione era il questore. Una ventina di giorni dopo, mi fu attivato un provvedimento disciplinare per la mia non presenza in piazza durante la vittoria dell’Italia. Questione poi archiviata perché non vi erano fatti rilevanti dal punto di vista disciplinare. Io ho cessato la mia attività a Imperia il 15 maggio 2023.”
Seguono poi le domande dell’avvocato difensore di Scajola, Elisabetta Busuito, che domanda al teste, cercando di individuare eventuali contraddizioni nella ricostruzione del suddetto. Inizialmente, il focus va sulle motivazioni dell’inizio dei controlli.
“Io non guardavo il singolo atto, verificavo i registri. Il 15 giugno c’erano alcuni procedimenti in sospeso, fra cui questo, e mi sembrava strano che non si procedesse. Era una pratica di routine.”
Busuito prosegue il controesame, prima chiedendo delle segnalazioni dei cittadini sull’area e sull’effettivo svolgimento del sopralluogo. Bergaminelli risponde che le segnalazioni riguardavano un carabiniere che viveva nei paraggi e l’amministratore del condominio vicino, Parisi.
“Mi pare che anche i Forestali fossero andati nell’area, non mi sembra di aver visionato i documenti redatti da loro. Andai in loco nel luglio 2022, dopo verificai che c’era già stata una segnalazione nell’ottobre 2021.”
“Mi dissero che c’erano ancora dei veicoli, il ponte in azione e la piattaforma in cemento. Dissi di verificare se c’era una sanatoria. Mi dissero che c’era un fascicolo, ma nulla dentro.”
Sull’app di registrazione utilizzata, l’avvocato domanda come mai, se l’app era impostata solo per registrare le chiamate di Scajola, allora fosse risultata anche quella immediatamente successiva con Magaglio.
“Me lo chiesi anche io – risponde – Suppongo che forse la chiamata di Magaglio venne registrata, perché in entrata mentre chiamava il Sindaco.”
L’avvocato si sofferma poi sulle trascrizioni delle telefonate fra Gagliano e l’ex comandante, che avrebbe detto che “La Procura aspetta solo che io vada a riferirgli queste cose”, chiedendo quindi perché fosse così certo di questo atteggiamento della procura.
“Per la vicenda di Speranza – spiega Bergaminelli – La Procura stava facendo indagini sulle tangenti e l’aggiunta di altri comportamenti non avrebbe giovato alla posizione di Scajola.”
Busuito cerca di mettere in luce eventuali discrepanze tra le dichiarazioni rese dal teste e gli elementi documentali acquisiti, sebbene apparentemente non direttamente collegati al capo di imputazione, cercando di sollevare dubbi sulla coerenza e l’attendibilità del racconto di Bergaminelli.
A fine procedimento, Claudio Scajola ha voluto chiarire alcuni punti durante l’udienza, in particolare riguardo a tre temi principali:
Il caso Maiolino: Scajola ha spiegato di essersi interessato al caso di Antonio Maiolino, un meccanico che aveva perso il suo lavoro a causa di lavori infrastrutturali legati alla ferrovia. Maiolino aveva un contratto con le Ferrovie, che sarebbe scaduto nel 2024, ma doveva spostarsi a causa di lavori per l’Aurelia Bis. Scajola ha detto di aver cercato di trovare una soluzione per lui, nonostante non fosse di sua competenza: “Dobbiamo trovare una soluzione per questo signore”. Ha inoltre precisato che il suo coinvolgimento era limitato a garantire il rispetto dei tempi e a risolvere la situazione, senza fare pressioni per una sanatoria. Aggiunge che una segnalazione di abuso da parte di un carabiniere aveva sollevato il caso.
Il caso Costa d’Oneglia: Scajola ha raccontato un episodio accaduto durante un evento, quando due ragazzi lo spintonarono. Dopo un diverbio, Scajola chiese ai vigili urbani di identificare uno dei ragazzi, Daniele Crucco, e lo ricevette in Comune per capire le motivazioni del suo gesto. Scajola ha riferito che il ragazzo aveva una situazione personale difficile, il che lo commosse. Tuttavia, Scajola ha sottolineato che la denuncia contro di lui doveva essere fatta da lui stesso, dato che era stato il soggetto offeso: “Non è possibile che una persona faccia un esposto senza informare chi ha subito l’atto”.
La condanna di Appendino: Scajola ha discusso della responsabilità dei sindaci nella gestione della sicurezza durante gli eventi pubblici, facendo riferimento a una circolare ministeriale che stabilisce che il sindaco deve garantire un piano di sicurezza(facendo riferimento alla condanna del sindaco di Torino Chiara Appendino per i fatti di Piazza san Carlo). Ha criticato la gestione dei vigili urbani durante un evento sportivo, dove, nonostante ci fosse un piano di viabilità, il dirigente dei vigili non era presente: “L’unico dirigente dei vigili urbani della storia della Repubblica che il sabato e la domenica non lavorava. Ce lo siamo ritrovati in ferie da un giorno all’altro. Per la finale degli Europei sono arrivati tutti, ma lui non c’era. Una pessima figura che facevo io da sindaco”.
Il tribunale ha deciso di rinviare l’udienza, con la prossima prevista per il 9 maggio, in cui saranno presenti Benvenuto, Paris, Parisi e Fausto Adriana.